"Passione": Sacra rappresentazione in antico dialetto bergamasco

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Gianluca Buono

L'evento è organizzato e promosso dal Comune di Treviglio, in collaborazione con la Comunità Parrocchiale ed il Parroco mons. Norberto Donghi

"Passione": Sacra rappresentazione in antico dialetto bergamasco

Un appuntamento insolito per domenica 25 marzo alle 16.00 alla Basilica San Martino e Santa Maria Assunta: Maurizio Tabani, con la sua compagnia, ridarà voce a un antico testo che, riscoperto nell'Ottocento negli archivi della Biblioteca Angelo Mai di Bergamo e tornato all'attenzione degli studiosi solo verso la fine degli anni Cinquanta, racconta la Passione del Signore nel volgare bergamasco di secoli fa.

Si tratta di una lauda in quartine di versi novenari in rima baciata: un testo curato, come sapevano esserlo le antiche laudi drammatiche che adempivano al duplice compito di essere esperienze letterarie ma, soprattutto, di devozione pratica e popolare, tanto che il suo autore, probabilmente vissuto nel Trecento, resta ad oggi sconosciuto.

Mentre la più nota di queste laudi, "Donna de Paradiso" di Jacopone da Todi, è tutta incentrata sulla figura di Maria e della sua reazione alla passione di Cristo, questo testo ne presenta l'intero percorso, dal tradimento di Giuda fino alla risurrezione, passando per la crocifissione, pur recuperando – ad esempio – il passaggio della interlocuzione diretta di Maria con la croce che si apre con un «O fiol me tu m' fe morì. | Quant e te guardi, fiol me bel, | Ol cor me passa d'un cortel». 

È un'opera con finalità religioso-pastorali, che è risuonata spesso nelle Chiese della Città di Bergamo, finché poi venne abbandonata per essere riscoperta e di nuovo drammatizzata solo in questi ultimi anni. Ascolteremo quindi, direttamente, rime e ritmi di un medioevo che voleva "vedere" la passione del Signore, accostandola drammaticamente e, cosa molto importante, nella propria lingua quotidiana, nel dialetto della comunicazione di ogni giorno, per superare la barriera linguistica di un latino che era ormai ignoto per i più. 

Si tratta quindi di un testo popolare ma nel senso più alto del termine: è un testo del popolo, scritto con cura ed intensità, im grado far rifiorire in chi lo ascoltava una vicinanza empatica e drammatica con le vicende raccontate.

L'ingresso è gratuito, e tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

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