Al Teatro Nuovo di Treviglio va in scena "Aspettando Walter Chiari"

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Redazione

Prosegue la rassegna teatrale promossa dall'assessorato alla Cultura di Treviglio, con la direzione artistica del Teatro de "Gli Incamminati". Appuntamento alle 21 di venerdì 15 marzo.

Al Teatro Nuovo di Treviglio va in scena "Aspettando Walter Chiari"

Prosegue la rassegna teatrale 2019 promossa dall'assessorato alla Cultura del Comune di Treviglio,  con la direzione artistica del Teatro de "Gli Incamminati”. Il prossimo appuntamento è venerdì 15 marzo alle 21 al Teatro Nuovo Treviglio, con lo spettacolo “Aspettando Walter Chiari”, di Francesca Sangalli, con Andrea Scarabelli.

Walter Chiari nato a Verona nel 1924 da famiglia pugliese, cresciuto a Milano, è stato il protagonista assoluto dell’intrattenimento italiano (teatro, radio, televisione, cinema) per tutti gli anni ’50 e ’60. Il declino ha coinciso con l’arresto per detenzione di stupefacenti nel 1970 (anno peraltro della nascita del figlio Simone avuto con Alida Chelli). Personaggio scomodo che nessun partito politico di quegli anni riuscì a sottomettere. Trovato senza vita in una stanza d’albergo il 20 dicembre 1991.

Andranno in scena alcune delle sue più famose barzellette e dei suoi più esilaranti sketch ma soprattutto il racconto della sua vita e dei suoi progetti per l’avvenire. In un progressivo svelamento delle sue intime emozioni, delle contraddizioni che lo abitano e delle fratture profonde che hanno mano a mano scalfito la sua personalità fino al tramonto. Uno spettacolo che si muove tra il piano simbolico e documentaristico, evocando esperienze artistiche poliedriche, a cavallo tra la Rivista (intesa come teatro di Varietà) e il film d’autore, attraversando Beckett, Zavattini, Visconti e la nascita della televisione. Si vuole, con questo spettacolo, rendere omaggio al grande attore teatrale e cinematografico Walter Chiari, dissipatore di creatività innata, di idee, fiumi parole, aneddotica, barzellette, un uomo che si donava sulla scena con una prodigalità eccezionale. Di lui si mette in luce l’assoluta genialità e la cristallina capacità istrionica, la grande inventiva drammaturgica, la straordinaria vita ai limiti del teatrale. Ciò che ci sembra unisca la maggior parte dei racconti mitici di Chiari è il tentativo, affidato di volta in volta ai singoli personaggi protagonisti, di parare i colpi della realtà con una serie di ricette teoriche, intuizioni precostituite, ideologie astratte. Tentativi che ogni volta vengono immancabilmente spiazzati dalla vita stessa, multiforme e irrazionale, mostrandoci, così, un’umanità fragile e incapace di controllarsi, immancabilmente esilarante.

 

 

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