Bussero: Cerimoni per il ricordo delle vittime delle mafie

Attualitàà
Stefano Dati

Sindaci della Martesana presenti con il primo cittadino di Bussero, Curzio Rusnati, per la celebrazione della 23esima giornata nazionale del ricordo delle vittime della criminalità organizzata

Bussero: Cerimoni per il ricordo delle vittime delle mafie

Bussero (Milano)

Celebrata nella giornata di ieri, 21 marzo, la 23esima giornata nazionale  in ricordo delle vittime di tutte le mafie.

La manifestazione, promossa in tutta Italia da Libera, in Martesana è stata organizzata per il secondo anno consecutivo nel commune di Bussero (Milano) dal Circolo Familiare Angelo Barzago, Legambiente Circolo “La Poiana”, Cag Geko e le associazioni giovanili Pulsazioni, Controsenso e Giovani.

“La nostra presenza in questa iniziativa voluta da Libera e ospitata a Bussero dal sindaco Curzio Rusnati – ha sostenuto il sindaco di Pioltello Ivonne Cosciotti presente alla cerimonia  - vuole ribadire la riconoscenza verso coloro che sono morti per difendere lo Stato e testimoniare allo stesso tempo la necessità di tenere sempre alto il livello di attenzione nei confronti del pericolo di infiltrazioni mafiose. In particolare sui nostri territori, dove anche recentemente abbiamo avuto episodi che dimostrano come la criminalità organizzata si manifesta alla prima occasione. Dobbiamo agire costantemente per affermare i nostri valori di legalità, libera impresa, sicurezza».

Durante la cerimonia che si è svolta in piazza Marie Curie: sindaci, rappresentanti delle associazioni e cittadini hanno ricordato le numerose vittime delle mafie leggendo uno dopo l’altro i loro nomi.

Cerimonie promosse anche da Regione Lombardia nel capoluogo lomabardo.

Alla giornata dedicata al ricordato delle vittime delle mafie, voluta dal Consiglio regionale,  era presente anche Maria Lusida Iavarone docente di scienze pedagogiche e madre di un ragazzo aggredito e gravemente ferito da una baby gang a Napoli, "I ragazzi sono i radar della legalità” ha commentato.

L’iniziativa voluta da Regione Lombardia ha visto protagoniste soprattutto le donne sono state vittime della criminalità organizzata.

"Oggi le donne possono essere una delle chiavi più potenti per contrastare la mafia e debellare questa cultura che si trasmette da una generazione all'altra e possono avere ruolo più importante - ha sostenuto il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo - In questi cinque anni, il Consiglio regionale ha voluto dare una risposta in positivo, perché non basta dire che la mafia riguarda anche il nostro territorio ma ci vuole soprattutto sensibilizzazione e cultura della legalità".

Stefano Dati - info@stefanodati.it

Immagine di apertura di repertorio; in ciusura il sindaco di Pioletello Ivonne Cosciotti e il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo

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