Covo accende migliaia di lumini in memoria dei tre ladroni giustiziati

Ricorrenza
Redazione

Per un furto finirono ghigliottinati dai francesi

Covo accende migliaia di lumini in memoria dei tre ladroni giustiziati

Covo e i suoi cittadini si preparano alla commemorazione delle “Anime Giustiziate”, curioso fatto storico avvenuto nel gennaio 1798 quando il paese era sotto la dominazione della Repubblica Cisalpina. All'angolo tra le attuali Vie Garibaldi e Trieste, vennero giustiziati tre uomini sorpresi dai gendarmi dopo un furto: Raselli, Taglia e Moneta, che appartenevano, rispettivamente, alle comunità di Romano, Mornico e Cividate. I tre, in cerca di cibo, si erano intrufolati nella corte di proprietà della famiglia Fassini, e aggredita una ragazza, si erano dati alla fuga portando via con loro degli orecchini, prima di essere scoperti in campagna da dei Gendarmi che, trovato il magro bottino, li portarono in cella. Con sentenza del Tribunale di Bergamo vennero condannati al patibolo (all'epoca Covo faceva parte, come già scritto, della Repubblica Cisalpina sotto l'effettivo dominio della Francia, paese in cui la pena capitale veniva applicata con la decapitazione). da eseguirsi nel luogo dove era stato commesso il furto. La vittima del misfatto a cui erano stati sottratti gli orecchini, tale Teresa Capranelli, riconobbe i tre furfanti arrestati dai gendarmi, testimoniando loro contro.

Elevata la ghigliottina nel punto esatto in cui avvenne il reato (dove ora si trova il rustico di proprietà della famiglia Sanga), i tre furono decapitati, non prima però di pentirsi e ricevere i sacramenti. Era il 7 agosto 1798. Le spoglie dei tre uomini vennero seppellite nel cimitero cittadino, mentre i teschi furono esposti all'interno di una rozza cassetta di legno, fino agli anni 40, prima di scomparire lasciando nessuna traccia. I tre delinquenti sono stati assunti dopo la morte, dalla generosa e indulgente popolazione di Covo, come simbolo di redenzione cattolica, e testimonianza del perdono caritatevole.

Nei giorni 7, 8 e 9 agosto il cimitero e il viale di accesso verranno addobbati ed illuminati da migliaia di ceri e lampadine elettriche, Tre giorni, come il numero dei ladri, dedicati alla preghiera per i defunti del paese, e alla memoria dei tre uomini considerati oggi dai covesi come santi. Il Triduo solitamente raccoglie sia cittadini di Covo che di altri paesi limitrofi, uniti nel cammino che va da Largo delle Anime Giustiziate al cimitero comunale, dove quest'anno il nuovo parrocco don Lorenzo Nespoli terrà le cerimonie di ricorrenza. Nel primo giorno di Luglio la compagnia teatrale “Studio OIDA” di Romano di Lombardia ha messo in scena questa vicenda, catturando l'entusiasmo locale, grazie alla collaborazione del vicesindaco Rinaldo Monella che con perizia storica ha fornito informazioni accurate e dettagli preziosi. Visto il buon risultato ottenuto, a detta del sindaco Andrea Capelletti (che recentemente ha voluto posizionare nel luogo della decapitazione un cartello commemorativo), “la ricostruzione teatrale nei prossimi anni potrebbe tenersi durante appunto i tre giorni di festa e commemorazione, per avvicinare magari anche chi è estraneo al paese e ai fatti della vicenda”.

 

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