Operai licenziati dalla Same, pedinati durante i permessi della 104

Lavoro
Redazione

Due dipendenti licenziati dall'azienda a Treviglio

Operai licenziati dalla Same, pedinati durante i permessi della 104

Venerdì 17 maggio alla SAME di Treviglio è stato indetto uno sciopero di tre ore in risposta al licenziamento di un operaio, che fuori dall’orario di lavoro era stato pedinato da un investigatore assunto dall’azienda: la Same infatti sospettava che il dipendente approfittasse dei permessi relativi alla legge 104 per fare altro. Questo mercoledì è stato notificato un secondo licenziamento, sempre per la stessa ragione, nei confronti di un altro operaio, dopo alcune settimane di indagini, corredate da foto e filmati, da parte degli investigatori privati della multinazionale fondata dai fratelli Cassani.

La notizia ha suscitato diverso clamore e agitazione in azienda, dove ad usufruire dei permessi della 104 sono circa un centinaio. L' utilizzo dei permessi legge 104 presuppone due condizioni: lo stato di handicap grave dell’interessato e il corretto utilizzo dei permessi da parte dei lavoratori richiedenti. L’abuso è rilevato quando il dipendente durante il periodo di assenza invece di assistere i familiari disabili svolge altre attività. Ma dal 2010 non c’è più l’obbligo di prestare «assistenza continuativa ed esclusiva» durante le assenze, cosa che comporta "la possibilità di svolgere anche attività personali e gestire più flessibilmente il relativo tempo".

La Fiom (Federazione Impiegati Operai Metallurgici), principale sindacato tra i dipendenti Same, non ha accettato i due licenziamenti, promuovendo prima lo sciopero del 17 maggio e contestando poi l'impiego di investigatori privati per spiare chi, per anni, ha contribuito a produrre la ricchezza dell'azienda. L'azienda Same non ha rilasciato dichiarazioni in merito ai licenziamenti: I due dipendenti, in servizio da più di 10 anni, hanno 60 giorni per presentare ricorso al Tribunale del lavoro.

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