Reddito d'inclusione nel distretto di Treviglio, sono 250 le famiglie che potranno accedervi

Servizi sociali
Redazione

Aperte le domande dal 1° dicembre per l'assegno che potrà andare da 187 a 485 euro

Reddito d'inclusione nel distretto di Treviglio, sono 250 le famiglie che potranno accedervi

Avviata dal 1° dicembre la raccolta delle domande e la costruzione dei progetti con le famiglie beneficiarie. Stanziate risorse anche per il potenziamento dei servizi sociali territoriali. Ha preso avvio venerdì 1 dicembre e già sono centinaia le persone che - nei 18 comuni dell'Ambito di Treviglio - si stanno affacciando agli sportelli e ai servizi sociali per informazioni e per la richiesta del REI-Reddito di Inclusione, la nuova misura di contrasto alla povertà promossa a livello nazionale e istituita con decreto legislativo n. 147 del 15 settembre 2017.I servizi sociali dell'Ambito stimano che possano essere almeno 250 i nuclei familiari in condizione di povertà che avranno accesso alla misura di sostegno ai redditi.

I beneficiari sono individuati sulla base dell'ISEE e delle sue componenti reddituali e patrimoniali. La soglia ISEE è fissata a € 6.000, mentre la soglia ISRE è fissata a € 3.000. Oltre a queste, sono fissate delle soglie patrimoniali: immobili diversi dalla prima casa per non più di 20 mila euro, conti e titoli per non più di 10 mila euro. I beneficiari - fino al 30 giugno 2018 – sono individuati tra i seguenti:

Nuclei con almeno un figlio minorenne;

Nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne);

Nuclei con una donna in stato di gravidanza;

Nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione;

Dal 1° luglio 2018 il REI diventerà universale: vengono cioè meno i requisiti familiari e gli unici requisiti di accesso saranno quelli economici.

Il valore dell'assegno mensile potrà variare a seconda dei redditi effettivi disponibili e della composizione del nucleo familiare. Il beneficio massimo potrà arrivare a € 187,5 per un nucleo formato da un solo componente e fino a € 485,41 per un nucleo di 5 e più componenti. Il nucleo familiare - insieme ai servizi territoriali - condivide un percorso finalizzato all'inclusione sociale e lavorativa, che prevede: da un lato l'attivazione di specifici sostegni, accanto a quello economico, sulla base dei bisogni manifestati; dall'altro l'impegno del nucleo a svolgere specifiche attività, a cui il beneficio è condizionato.  Il REI non è quindi una misura assistenzialistica, un beneficio economico «passivo», ma una concreta opportunità di riscatto.

Pinuccia Zoccoli Prandina, la Presidente dell'Azienda Consortile "Risorsa Sociale Gera d'Adda" – che gestisce i servizi sociali sovracomunali – sottolinea: "Ritengo che l'introduzione del REI sia un primo passo verso una continuità strutturale di risorse rivolte a soddisfare parte della sfera che si trova in povertà assoluta, dopo l'introduzione della misura del SIA che, a causa di requisiti troppo stringenti, ha aiutato poche persone. Sarà determinante creare i presupposti e gli strumenti per la seconda fase del REI: costruire cioè un progetto condiviso tra Assistente Sociale e Utente per il raggiungimento di un'autonomia lavorativa e di autostima, per fare in modo che la carta prepagata non sia solo mero assistenzialismo. La misura del REI avrà risultati positivi se la seconda fase progettuale sarà volta al raggiungimento d'indipendenza personale e di autosufficienza. Vorrei ringraziare, fin d'ora, tutti gli operatori / front-office dei Comuni che stanno rispondendo con professionalità alle molteplici richieste dei cittadini".

Per sostenere questa nuova modalità di approccio al tema della povertà i servizi sociali dell'Ambito hanno disposto il potenziamento del personale sociale ed educativo, finanziato con risorse messe a disposizione a livello nazionale (15% del Fondo per la Povertà) e attraverso fondi europei (PON Inclusione).

 Conclude Dimitri Bugini, presidente dell'Assemblea dei Sindaci dell'Ambito: "Già con la misura sperimentale della carta SIA abbiamo avviato una modalità innovativa di presa in carico della povertà – basata su un progetto condiviso con la famiglia e centrata non solo sui bisogni economico-lavorativi, ma a tutto tondo sull'inclusione - in termini educativi, di salute e di socialità - in un approccio di rete con tutti i servizi territoriali, il terzo settore e la società civile”. L'introduzione del REI allinea l'Italia al resto dell'Europa sul tema, e porta a compimento le disposizioni sul contrasto alla povertà contenute nella legge 328/2000 finora rimaste sulla carta. Il REI viene introdotto come un livello essenziale delle prestazioni: ciò significa un passo avanti molto importante sul tema dei diritti sociali delle persone povere.

I Sindaci dell'Ambito di Treviglio sono compatti nell'affrontare questa sfida per garantire ai cittadini del territorio la migliore applicazione possibile della misura."  

 

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