Salvini a Zingonia, Potere al Popolo: "Uno sciacallo tra le torri"

Zingonia
Redazione

Cosi è stato definito il Ministro dell'interno dopo la visita ai palazzoni Anna e Athena

Salvini a Zingonia, Potere al Popolo: "Uno sciacallo tra le torri"

Uno "sciacallo tra le Torri di Zingonia", così è stato definito il Ministro dell'Interno Matteo Salvini dagli esponenti bergamaschi di "Potere al Popolo", dopo la visita del vicepremier leghista ai palazzoni Anna ed Athena di Ciserano nel pomeriggio di lunedì 11 marzo, dopo il vertice del Comitato per l'ordine e la sicurezza in mattinata:

"Nei giorni scorsi il Ministro Salvini si è recato in prefettura a Bergamo per comunicare che i lavori per l'abbattimento delle torri di Zingonia cominceranno tra il 20 e il 25 Marzo. Lo ha fatto con la sua solita arroganza, cercando di far passare il degrado delle torri come un problema creato dai migranti e non come un problema di mancata gestione territoriale. Lo ha fatto strumentalizzando la vicenda, continuando la sua campagna di odio, facendosi vedere nelle torri come il paladino della giustizia. "I regolari sono stati sistemati altrove" dice il Ministro durante il giro di propaganda tra le torri di Zingonia; ma come sono stati sistemati?

Gli è stata data una casa ALER in affitto, a sostituirne una di proprietà che verrà abbattuta.
Ma quando è nata Zingonia non era degrado, non era povertà e non era nemmeno spaccio.
Era la città del Duemila, così la chiamavano cinquant'anni fa. Quando finirono le costruzioni però, la vendita delle abitazioni non ebbe molta fortuna.  I cantieri si fermarono e i palazzi restarono abbandonati. Tutto, poi, era stato distribuito su un’area troppo grande, senza piano regolatore, condivisa da cinque comuni con proprie identità.  I problemi grossi cominciarono quando tolsero i pochi servizi inseriti: prima le poste, poi la farmacia; fu l'inizio della fine. La criminalità organizzata cominciò ad avanzare, e negli ultimi vent'anni non è stato fatto niente per fermarla.

Per questo fa così rabbia sentire pronunciare al Ministro degli Interni il solito slogan: "La pacchia è finita", soprattutto per chi quel territorio lo ha vissuto, per chi ne ha conosciuto gli abitanti. Solo poco tempo fa è morto un ragazzo cardiopatico perchè le scale del suo palazzo erano state abbattute per impedirne l'accesso, doveva fare quattro piani arrampicandosi tra materassi e funi appese al soffitto.

E' morto solo, al freddo.

Sarebbe questa la pacchia di cui parla Salvini? Ma la cosa che ci fa ancora più rabbia è che se ci fosse stata più volontà, le torri avrebbero potuto avere un'altro futuro, e insieme a loro i suoi abitanti. Erano state vendute come gioielli, come modello di architettura e di convivenza.

Tutto questo rappresenta un paradosso. Zingonia non è un Comune, non è un quartiere. 
E’ un’utopia infranta, un’ambizione spezzata. Tutto questo non può che essere colpa di un territorio abbandonato a se stesso, senza la presenza di un Comune, di una Provincia, di una Regione, di uno Stato".

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