Sciopero Auchan e Sma, nessuna certezza occupazionale

Lavoro
Redazione

Non sarebbero tutti salvi i 16mila lavoratori ex Auchan e Sma (circa 500 in provincia di Bergamo) dopo l’acquisizione da parte del gruppo Conad.

Sciopero Auchan e Sma, nessuna certezza occupazionale

Non sarebbero tutti salvi i 16mila lavoratori ex Auchan e Sma (circa 500 in provincia di Bergamo) dopo l’acquisizione da parte del gruppo Conad: sarebbe questa la novità -rimasta vaga nei numeri- emersa nel confronto tra sindacati e rappresentanti di Conad al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE).

Dopo la rottura delle trattative a inizio ottobre al termine di un incontro a Roma e dopo un faccia a faccia a livello regionale senza alcun esito, nella delicata vicenda oggi è anche stato il giorno della mobilitazione: si è, infatti, svolto uno sciopero nazionale proclamato da FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL per tutta la giornata in tutti i negozi di Auchan e Sma, nonché in tutti i punti vendita già oggetto di passaggio di ramo d’azienda verso Conad.

Nella mattinata di ieri al Ministero i sindacati hanno appreso che oltre ai 109 punti vendita e ipermercati già dichiarati come acquisizioni da parte della catena di supermercati, ce ne saranno altri 45 che passeranno a Conad nei prossimi mesi. A preoccupare FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL è la dichiarazione relativa agli esuberi, il cui numero sembrerebbe non essere ancora definitivo, ma “significativo”.

Sono circa 16 mila i lavoratori interessati dalla cessione (scesi dai 18mila iniziali. I 2mila restanti saranno acquisiti da un altro gruppo in Sicilia). Da parte di Conad esisterebbe la volontà di definire il piano di acquisizione entro e non oltre la fine del 2020. Il piano, però, non ha ancora certezze, soprattutto rispetto a modalità, modifica dell’organizzazione del lavoro e applicazione contrattuale. È stata anche menzionata la volontà di modificare il format degli ipermercati con possibilità di riduzione delle superfici di vendita.

“Non abbiamo ancora ottenuto le risposte che cercavamo ma sicuramente questo confronto, pur rimasto vago, su esuberi e costo del lavoro già ci preoccupa” hanno detto Mario Colleoni, Giuseppe Errico e Nicholas Pezze’ della FILCAMS-CGIL di Bergamo. “Ciononostante continueremo le trattative affinché si possano tutelare tutti i lavoratori, compresi quelli degli appalti presenti all’interno dei vari Ipermercati e punti vendita. Il MISE si è impegnato a tenere monitorata l’evoluzione di questa trattativa e a incontrare prima Conad per avere dati certi e definitivi rispetto al piano commerciale e successivamente a riconvocare le organizzazioni sindacali”.

“La buona riuscita della mobilitazione farà comprendere a tutti i soggetti coinvolti l’importanza che questa vertenza ricopre non solo per una parte significativa del territorio nazionale ma anche per il settore della grande distribuzione organizzata nel suo complesso” hanno commentato Alberto Citerio e Monica Olivari di FISASCAT-CISL di Bergamo. “Conad dovrà innanzitutto fare chiarezza sulle reali capacità di risollevare le sorti della rete vendita, solo un terzo di questa al momento è salva e manca un progetto per gli ipermercati, per le sedi e la logistica e per i rischi di sovrapposizioni tra la rete acquisita dalla multinazionale francese e quella preesistente di Conad. In generale c’è stata una buona adesione allo sciopero, come alta è stata la partecipazione ai due presidi di Milano (in corso Monforte) e a Roma davanti al MISE. ‘Il lavoro oltre le cose’ è lo slogan pubblicitario di Conad: oggi i due presidi riprendevano queste parole, con ironia. Perché ‘Il lavoro oltre le cose’ è proprio quanto chiedono a gran voce i lavoratori Auchan”.

“Anche la segreteria di UILTUCS è molto preoccupata per l’esito dell’incontro di oggi al MISE” ha aggiunto Andrea Minali della UILTUCS-UIL di Bergamo. “Per l’ennesima volta la società Conad ha dato risposte non positive ed evasive su come intende agire per questa acquisizione. Non è ancora scongiurato il rischio di frazionamento contro il quale noi stiamo facendo campagna: non si deve arrivare a una trattativa sui singoli punti vendita. Il nostro intento è di tenerla a livello nazionale, non regionale né tantomeno provinciale. Il confronto deve riguardare tutti i lavoratori che in questo momento fanno parte di Auchan”.

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