Sciopero edilizia: Domani 30mila lavoratori bergamaschi a Roma

Scioperi
Redazione

Nel settore dell’edilizia dal 2008 a oggi il calo degli addetti è stato pari al 51,56%, mentre il numero delle aziende ha registrato un -46,8%.

Sciopero edilizia: Domani 30mila lavoratori bergamaschi a Roma

Non accadeva dal 1992 di proclamare uno sciopero dell’intero settore delle costruzioni: dall’edilizia alla lavorazione del legno, al mondo dell’arredo fino al cemento, dai lapidei al settore dei laterizi. I lavoratori di questi comparti saranno tutti insieme in Piazza del Popolo a Roma venerdì 15 marzo. Per quella data, infatti, sono state proclamate 8 ore di sciopero da parte di Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Con la mobilitazione chiederanno:

1) lavoro e sviluppo, nella consapevolezza che se non ripartono i cantieri non ripartirà il Paese;
2) una politica industriale in grado di rilanciare l’intera filiera.

Anche da Bergamo (circa 30mila addetti occupati nel settore) partiranno su treni speciali lavoratori e sindacalisti diretti a Roma.

Per fornire dati sul settore e per illustrare le motivazioni della protesta si è tenuta una conferenza stampa nella sede della Cgil a Bergamo. Erano presenti Giuseppe Mancin (Feneal Uil Bergamo), Simone Alloni (Filca Cisl Bergamo) e Luciana Fratus (Fillea Cgil Bergamo). Nell’occasione sono stati forniti dati sul numero dei lavoratori del settore in bergamasca, con le cifre delle Casse Edili e degli altri comparti, ma si sono ripercorse anche le vertenze più significative registrate negli ultimi dieci anni sul territorio orobico: da quella che coinvolse la Novem Car Interiors Design spa alla vertenza della Prefabbricati Cividini, da Magnetti Groups e CSP fino ad arrivare ad Italcementi.

Nel settore dell’edilizia (solo uno di quelli che compongono la filiera delle costruzioni) dal 2008 a oggi il calo degli addetti è stato pari al 51,56%, mentre il numero delle aziende ha registrato un -46,8%. Nel 2018 le ore di lavoro denunciate sono state il 55,5% in meno di quelle denunciate nel 2008.

Le proposte dei sindacati per uscire dalla crisi del settore riguardano:
– un Tavolo di crisi del settore, da istituire a Palazzo Chigi;
– un nuovo piano di investimenti per riavviare le opere;
– il completamento delle opere incompiute;
– la revisione mirata del Codice Appalti;
– sistemi di qualificazione delle imprese e rafforzamento del Durc con la congruità;
– qualificazione delle stazioni appaltanti;
– contrasto al dumping contrattuale;
– istituzione di un Tavolo interministeriale per il lavoro nel settore dei materiali da costruzione;
– nuovi incentivi sulla formazione;
– rafforzamento degli incentivi per ristrutturazioni, anti-sismico, risparmio energetico, bonus mobili;
– misure per favorire la ricerca tecnologica nei settori cemento, legno, lapideo, laterizio;
– interventi per incentivare l’utilizzo delle pietre e dei materiali locali;
– misure per le politiche abitative;
– messa in sicurezza del territorio, contro i rischi sismici ed idrogeologici;
– misure per il recupero, le ristrutturazioni, la riqualificazione urbana;
– messa in sicurezza degli edifici pubblici;
– fondo nazionale di garanzia creditizia per la competitività delle imprese;
– interventi sul sistema bancario per sostenere le imprese che operano per la PA (riducendo i tempi lunghi di pagamento).

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