Volontariato contro il buio della crisi

ONLUS VOLONTARIATO
Redazione

Operano a Treviglio “Il Germoglio” e “La Quercia di Mamre”: due preziose onlus attive sul territorio

Volontariato contro il buio della crisi

Alcune cose ci appaiono scontate: almeno due pasti al giorno che ci riempiano la pancia, una doccia calda per lavarci via fatica e stanchezza, un letto pulito che ci accolga la sera. Tuttavia la parola “crisi” si è prepotentemente fatta spazio, non solo nel nostro vocabolario quotidiano ma, in troppe vite, ha invaso, assottigliato e, a volte, addirittura eliminato elementi base della quotidianità umana. Ecco allora che l’appagamento di bisogni primari come alimentazione, igiene e alloggio, diventa intermittente, va in cortocircuito, si spegne. Presa consapevolezza di queste situazioni, ci sono persone che non volgono lo sguardo altrove, ma si rimboccano le maniche e tendono una mano.
Nasce così a Treviglio, nell’ottobre del 2006, l’associazione di volontariato “Il Germoglio onlus”, per promuovere attività di assistenza e accompagnamento per persone emarginate e in difficoltà. L’iniziativa prende le mosse dalla Caritas del decanato di Treviglio, di cui all’epoca era responsabile Alvaro Cappellini, il quale mi spiega come abbiano constatato che «non esisteva una struttura dedicata a chi non avesse un posto per lavarsi, dormire e mangiare. Nel 2007 abbiamo proposto all’Amministrazione comunale di poter utilizzare a questo scopo una casa abbandonata di via Del Maglio. BCC di Treviglio e Geradadda, Caritas Decanale ed Ambrosiana, preti e laici generosi hanno fornito i fondi necessari a completarne la ristrutturazione. Una convenzione siglata con il comune stabilisce che questi verserà un contributo di 4.000 € annui per compensare i 75.000 € spesi per il restauro dell’immobile, ceduto in comodato gratuito fino al 2019». La “Locanda del Samaritano” ha aperto nel febbraio 2008, cominciando ad accogliere persone in difficoltà ed offrendo loro una mensa per dieci ospiti, un servizio docce con fornitura di biancheria intima di ricambio, e un piccolo dormitorio, con otto posti letto, per persone senza fissa dimora o che si trovano improvvisamente senza abitazione. Tutti i servizi sono gratuiti e l’accesso ha luogo tramite l’Assessorato ai Servizi Sociali e i Centri di Ascolto Caritas decanali.
In partenza le attività erano svolte tutte da volontari ma, prosegue Cappellini «dal dicembre del 2008 abbiamo deciso di impiegare due persone con difficoltà lavorative che, ancora oggi, si alternano nella sorveglianza notturna (la struttura deve essere presidiata, custodita e vigilata). Per far fronte alle necessità economiche si è affiancata anche l’attività di sgombero di cantine, solai e appartamenti, per la quale si richiede un modesto rimborso spese. Ciò che non è più utilizzabile viene conferito direttamente in discarica, il resto confluisce nel nostro deposito di via Marco Polo e messo in vendita». Ikea di Carugate per tre anni aveva riservato gratuitamente alla onlus un’area per esporre e vendere libri, abiti, mobili, ecc., mentre lo scorso anno il dott. Bindelli ha offerto per alcuni mesi, a titolo gratuito, lo spazio di un negozio in via Galliari. Attività inizialmente svolta da soli volontari, si è poi deciso di impiegarvi gli ospiti della Locanda: oggi vi sono cinque addetti al magazzino e uno alle pulizie, pertanto otto persone sono regolarmente remunerate, mediante i voucher per le prestazioni occasionali.
Un altro ramo delle attività dell’associazione sono le “Piccole Case d’Ospitalità”, sei appartamentini ottenuti in comodato gratuito, che accolgono temporaneamente nuclei familiari privi di abitazione, ai quali si chiede di contribuire alle spese vive.
Dal 2013, infine, “Il Germoglio” svolge l’attività di recupero delle eccedenze alimentari presso le mense scolastiche fornite da Gemeaz Elior: quest’ultima deve assicurarsi che ogni alunno abbia sufficiente cibo; ciò fa sì che, nei giorni di scuola, ne venga cucinato sempre per tutti gli iscritti al servizio, indipendentemente dalle eventuali assenze. «Passiamo tutti i giorni in quattro scuole trevigliesi e portiamo quanto raccolto alla Locanda, per distribuirlo a famiglie in difficoltà del territorio. Offrivamo anche una mensa per garantire il pranzo a dieci persone; il servizio è stato ridimensionato nel gennaio scorso, ora resta attivo nei giorni di sabato e domenica con pasti acquistati da Gemeaz Elior, per non accavallarsi a quello offerto dal lunedì al venerdì da “La Quercia di Mamre onlus”».
Qui a fare gli onori di casa è Luigi Minuti, che mi spiega che l’associazione è nata nel luglio 2013, «da un gruppo di amici che avevano del tempo da dedicare a chi ha bisogno e che avevano presente la gravità della crisi economica, perché tutti già operativi nel sociale. Il nostro presidente onorario è Padre Gianfranco Finardi, con lui ci sono, oltre a me, suo fratello Graziano, Renzo Perazza e Dario Badoni. Il nostro scopo era predisporre una mensa per i bisognosi, ciò rendeva necessaria la ricerca della sede adatta: dopo mesi abbiamo scelto questa (un capannone in zona PIP 2, ndr) e la scelta si è rivelata buona. Abbiamo riconvertito e ristrutturato l’immobile, battezzato “Casa Clotilde” in onore della signora Finardi, benefattrice e sorella dei fondatori. Consapevoli che la mensa non poteva essere improvvisata, inizialmente siamo partiti con altri due servizi». Il primo ha cadenza settimanale ed è la distribuzione alle famiglie di un sacco contenente beni alimentari a lunga conservazione, non deperibili, acquistati da Cooperativa Famiglie Lavoratori. La distribuzione è garantita ai tesserati - trevigliesi o residenti nei sedici comuni della corona - con Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) non superiore ai 5.000 €. «Oggi abbiamo distribuito anche circa un quintale di pane di ieri: riusciamo sempre a donare qualcosa in più, come frutta o verdura, in base alla stagione e alle disponibilità. Ad esempio “Piuma d’oro” spesso ci dona ottimi dolci, settimana scorsa “Autotrasporti Colombo” ci ha fatto pervenire 400 litri di latte invenduto», mi dice con soddisfazione Minuti, che prosegue, «abbiamo anche ottimi rapporti con altre organizzazioni di volontariato, con le quali operiamo in una logica di mutuo scambio».
Il secondo servizio è il “Progetto Buon Fine”, più impegnativo e di maggior dimensione, implementato grazie alla sensibilità di Coop Lombardia, permette di aiutare circa 800 famiglie alla settimana: l’ipermercato trevigliese si trova, quotidianamente, a dover gestire molte merci prossime alla scadenza o le cui confezioni sono deteriorate e perciò invendibili. Evitando costi di trasporto e smaltimento, l’associazione ne assicura il ritiro e la consegna sul tavolo dei commensali in giornata, eliminando anche eventuali costi di stoccaggio. «Il lunedì, il mercoledì ed il venerdì, alle 15.00, i volontari effettuano il ritiro con i nostri camion e, entro un’ora, portano la merce a destinazione. Prima di consegnare gli alimenti, vediamo se ci sono cose utili per la mensa (c’è sempre tanto!) in modo da ridurre anche i nostri costi». A tal proposito, il mio interlocutore mi spiega che la onlus può contare sul contributo di Fondazione Cariplo e su una convenzione stipulata con il comune di Treviglio, pertanto «si regge bene amministrativamente».
Infine, il 27 ottobre dello scorso anno, ha aperto le porte la mensa gratuita: anche qui è previsto un tesseramento in base alla presentazione della dichiarazione ISEE e, come per gli altri servizi, una registrazione cartacea e computerizzata di iscritti e presenze. Gli ospiti possono gustare dall’antipasto al dolce, mentre i pasti preparati in più rispetto ai consumati effettivamente sono portati all’associazione “Aga” di Pontirolo Nuovo. Il pane fresco è fornito dai panifici trevigliesi “Maggi” e “Testa”, e da “Antigone” di Pandino. Poiché per motivi igienici non è consentito agli ospiti portare via il cibo servito, i volontari danno loro una busta con pane e frutta, in modo da garantire che possano mettere sotto i denti qualcosa anche a cena. Ma nel refettorio non si placa solo la fame di cibo, è un luogo di socializzazione: «qui sono nate tante storie d’amore e di amicizia, è positivo; gli ospiti fraternizzano, non andrebbero mai via, sebbene il regolamento chieda loro di fermarsi solo il tempo necessario per consumare il pasto»; lo vedo con i miei occhi: si aspettano, si tengono il posto. Ci sono un ragazzo, più che un uomo, con un occhio nero, barbe lunghe e visi curati, un paio di donne, tanti vestiti logori, tante storie...
Ciò che colpisce, incontrando chi li aiuta, è il chiarore, la ricchezza del dono: del proprio tempo e delle proprie capacità, di un lampadario regalo di nozze dato a chi era al buio, addirittura della propria biancheria tirata fuori dai cassetti di casa. Ma soprattutto la beneficenza del riconoscere la dignità umana, non percependo l’altro come diverso, o come numero: ne conoscono tutti i nomi, il carattere, il fardello che portano. Non nascondono che ci sono i furbi, come chi prova a chiedere un sacco in più perché sostiene che la famiglia è numerosa (però l’Isee parla chiaro). Ma non sono loro di cui vi voglio raccontare. Vorrei condividere con voi il profumo delle pagnotte fragranti e appena sfornate, portate da una sorridente ragazza marocchina; o la profondità e la bellezza degli occhi di una ragazza ospite di Sirio, che serve in mensa e, in questo modo, impara l’italiano; o ancora la malinconia nel ricordo del sorriso sdentato di Fatima, ospite per oltre un anno presso la Locanda e improvvisamente sparita; la semplicità con cui un volontario ha salvato da morte certa un utente della mensa, ospitandolo presso un hotel e portandolo ad effettuare la dialisi...
Un sorriso e uno sguardo, rispettoso e riconoscente, sono la moneta di scambio di chi incontrano: nessuna luminaria natalizia è splendente come certe testimonianze di bene disinteressato.

 

I NUMERI DELLA BENEFICENZA

Alla mensa (capienza 140 posti), si servono circa 90 pasti al giorno, a ospiti metà di nazionalità straniera e metà italiana, grazie a 13 volontari che operano a rotazione. 200 (55% italiani e 45% stranieri) gli utenti registrati per la distribuzione dei pacchi-cibo, gestita da 10 volontari ogni martedì mattina tra le 9 alle 10, 160 circa i ritiri effettivi. Il Lions Club Host Treviglio contribuisce finanziando 40 borse al giorno, da destinarsi ad italiani bisognosi.
La maggioranza degli utilizzatori del servizio “Progetto Buon Fine” sono italiani.
Gli ospiti della “Locanda del Samaritano” sono 70% stranieri e 30% italiani. Questi i numeri relativi al 2014: 2.420 pernottamenti; 4.311 pasti erogati agli ospiti; 536 servizi doccia; 522 capi di biancheria intima distribuita; 4.112 pasti recuperati presso le mense scolastiche. Attualmente, oltre ai lavoratori, sono presenti 14 volontari: 6 nel magazzino e 8 alla Locanda; ne servirebbero altri per il recupero dei pasti eccedenti.

(Daniela Regonesi)

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